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PALUMBO: "LA NOTTE BIANCA DELLA POESIA? LA DECIMA EDIZIONE SARA' INDIMENTICABILE".


 

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Mancano ancora quattro mesi alla decima edizione della Notte Bianca della Poesia, ma i preparativi già fervono così come le aspettative di un evento divenuto un appuntamento fisso dall’ampio respiro internazionale.

Primo punto fermo la riconferma alla direzione artistica di Gianni Antonio Palumbo, al suo terzo mandato dopo il successo delle precedenti edizioni. La sua passione per la poesia, e per la cultura in genere, è la bussola che gli ha permesso di orientarsi tra tradizione e innovazione rimanendo fedele alla formula originale dell’evento, ma allo stesso tempo esplorando nuovi lidi, sperimentandone nuove forme e allargandone sempre più i confini. Sinergia, la parola chiave di questo cammino: la stessa della rete creata sia con le associazioni del territorio che all’esterno per far sì che questa manifestazione potesse crescere sempre di più. Unica protagonista la poesia: in tutte le sue forme e in tutte le sue vesti in un felice connubio con le altre arti e in continuo divenire in un evento che non si esaurisce nella notte del 23 giugno, ma che vive tutto l’anno grazie a numerose manifestazioni collaterali. All’indomani dell’ufficializzazione del Palumbo-ter, il direttore artistico traccia un bilancio della passate manifestazioni e delinea la rotta della decima edizione.

Palumbo, la prima edizione all’insegna della novità, la seconda della consapevolezza, la terza della maturità?

«La prima volta ho accettato con l’incoscienza di chi non si è mai cimentato in questo tipo di attività. Nella seconda, invece, insieme al team dell’Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo e al presidente Nicola De Matteo, sono riuscito a correggere il tiro rispetto alle criticità riscontrate nella prima. Questa volta, invece, parto con la consapevolezza di tanti altri elementi in più e con l’intenzione di rendere indimenticabile questa decima edizione, forte dei contatti e delle positività acquisite nel corso di questi anni. L’Accademia infatti è cresciuta come realtà, si è arricchita di nuovi contatti e di altrettanti stimoli. L’aver potuto lavorare in maniera creativa ci ha permesso di dare origine a format innovativi, di coinvolgere attivamente il pubblico e, ciò che più conta, di valorizzare la poesia».

Senza dimenticare la dimensione internazionale assunta da questo evento.

«L’anno scorso alla Polonia si sono aggiunte Israele e Spagna conferendo un ulteriore apporto al successo della Notte Bianca della Poesia. Il nostro obiettivo? Potenziare questo aspetto sempre di più».

Un’apertura internazionale alla quale corrisponde anche una grande sinergia con le associazioni del territorio.

«Abbiamo sempre fatto rete con il territorio, basti pensare alle manifestazioni collaterali di “Aspettando la Notte Bianca della Poesia” che si svolgono nell’intera regione durante l’anno. Per l’edizione 2020 cureremo molto questo aspetto oltre a rendere l’anteprima di pari richiamo rispetto all’evento vero e proprio. Alcune cose del passato verranno mantenute, altre, invece, faranno capolino per la prima volta. Quest’anno, ad esempio, mi piacerebbe dare spazio anche al teatro in versi, un ambito finora inesplorato durante la decennale manifestazione. Un evento caratterizzato, come sempre, da tradizione, innovazione, sinergia e qualità».

E in occasione della decima edizione ci saranno anche due premiazioni.

«Quest’anno, per la prima volta, l’Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo ha organizzato due premi: uno per la miglior poesia e l’altro per la miglior antologia. Sarà possibile trovare tutte le informazioni consultando la pagina Facebook dell’Accademia».

Dichiarazioni che senza dubbio incuriosiscono in vista del 23 giugno e dalle quali si evincono chiaramente l’entusiasmo e la passione con cui Palumbo e la squadra dell’Accademia stanno preparando l’atteso evento.

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