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IL MIGLIOR RISOTTO DEL NORD ITALIA E' GIOVINAZZESE


 

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Il “Miglior Risotto” del Nord Italia è il “riso rosso rosso” ideato e cucinato a regola d’arte da Vincenzo Dinatale.

Grande emozione per lo chef giovinazzese domenica 1 dicembre nel corso del “Festival della Gastronomia” presso l’Expo di Milano, dove ha ricevuto a nome del ristorante in cui lavora a Coloreto, nel parmense, il prestigioso premio assegnato dalla “Guida del Touring Club Italiano Alberghi & Ristoranti 2020” in collaborazione con una nota azienda sarda. Puglia, Emilia - Romagna, Lombardia e Sardegna nel suo premio, ritratto delle eccellenze dell’intero territorio nazionale, proprio come i sapori, i profumi e i colori che Dinatale ama coniugare nei suoi piatti per la gioia di chi a tavola è sempre alla ricerca di nuove prelibatezze e, perché no, anche di nuove emozioni. Come lo spaghettone burro e salvia, omaggio all’Emilia, o il carpaccio di cuore di manzo marinato al negroamaro con cime di rapa esiccate e riduzione di vincotto che tradisce palesemente le sue origini pugliesi. Perché il cibo non è solo nutrimento, ma è anche e soprattutto un piacere sia per gli occhi che per il palato.

Ed è proprio spinto dalla continua ricerca di nuove e avvincenti combinazioni di gusto che lo chef giovinazzese ha ideato il “riso rosso rosso”. Un primo che ha incontrato l’apprezzamento sia dei clienti che della nota firma del giornalismo enogastronomico nonché curatore della guida del Touring Club Italiano Luigi Cremona. Un piatto che, come spesso accade, è nato per caso la scorsa primavera. «Una sera - racconta Dinatale- è venuto da noi un cliente che voleva gustare un risotto diverso dal solito. Mi sono messo a lavoro con quello che avevo a disposizione ed è nato questo risotto. Per la preparazione - spiega lo chef- ho utilizzato il riso Carnaroli, la polvere di pomodoro, la salsa d’arancia e il gambero rosso. Il riso che utilizzo ha un chicco piuttosto piccolo, tiene bene la cottura e, pur rimanendo al dente, in poco tempo assume una consistenza cremosa. Il pomodoro e l’arancia, invece, pur molto differenti tra loro, sono accomunati sia da note di acidità che di dolcezza che creano un contrasto molto interessante. E poi c’è il gambero rosso, molto saporito e sempre molto apprezzato, che fa la differenza. Pur essendo un piatto apparentemente semplice bisogna, come sempre, stare molto attenti al bilanciamento per far sì che nessuno dei sapori copra gli altri. L’equilibrio delle quantità è fondamentale. Credo che sia proprio la giusta proporzione tra ingredienti così diversi a farlo apprezzare dai clienti. Così tanto che gli è bastato davvero poco tempo per trovare posto nel menu fisso».

 

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E dalla pietanza al premio la strada non è stata poi così lunga. «Dopo qualche tempo- spiega Dinatale - è venuto da noi Luigi Cremona che avevo già conosciuto personalmente anche per aver partecipato nel 2017 alla gara dedicata agli chef emergenti organizzata proprio dal noto giornalista. Cremona nel corso della cena ha gustato il risotto, ma al momento non ci ha detto nulla».

Dopo alcuni mesi la notizia, quasi inaspettata, del premio come miglior risotto del Nord Italia ricevuto da una delle guide più importanti a livello nazionale in occasione di un evento altrettanto prestigioso, quale il Festival della Gastronomia. Una manifestazione questa, dedicata ai professionisti del settore e alle eccellenza gastronomiche di tutta Italia, che sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre ha richiamato circa 15mila persone. Una grande emozione per Vincenzo Dinatale che ha ritirato, sempre a nome del ristorante parmense in cui lavora, sia la pannocchia d’oro assegnata da una famosa azienda sarda produttrice di riso che il premio per la “Buona Cucina” ricevuto dalla Guida Touring in collaborazione sempre con il brand isolano. «Tutti questi premi, compreso il “cappello” che abbiamo ricevuto a metà ottobre da ”L’Espresso” (i cappelli corrispondono alla valutazione effettuata dai curatori dell’omonima guida, ndg), per me non sono degli obiettivi, ma un riconoscimento al nostro lavoro e ai sacrifici che sosteniamo quotidianamente. Voglio puntare sempre più in alto, ma non vivo per questo- afferma Dinatale- Mi interessa solo fare il mio lavoro cercando di dare il massimo. Se poi dovessero arrivare altri premi, ancora meglio». Dinatale infatti non si sente arrivato, ma è innegabile che sia riuscito in un’impresa non da pochi visto che con il suo risotto ha messo d’accordo i più esperti critici gastronomici e i clienti del ristorante nel quale lavora. Un piatto, insomma, che arriva a tutti proprio come la sua passione: l’unico ingrediente sempre presente nelle sue preparazioni.

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