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CASIERI: " I CITTADINI DEVONO ESSERE CONSAPEVOLI DI POTER MIGLIORARE LA REALTA' "


 

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L’importanza di partire dai diritti dei cittadini per operare una giusta distinzione tra mercato e democrazia, i due processi tramite i quali l’economia e la politica trovano esecuzione nella realtà. Una situazione, quella attuale, in cui un ruolo fondamentale è ricoperto dal singolo individuo chiamato a formare la propria capacità critica per poter scegliere più consapevolmente, per invertire la direzione e per cercare di migliorare la realtà che ci circonda. Questa la tematica e il pensiero espresso da Arturo Casieri, docente di Economia e Politica Ambientale presso l’Università degli Studi di Bari nel corso della sesta lezione della Scuola di Democrazia tenutasi sabato 9 marzo presso la sala “San Francesco” della parrocchia “Maria SS. Immacolata” di Giovinazzo e organizzata, come tutto il percorso di formazione politica, dalla Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi e dall’Associazione “Cercasi un fine- Onlus”, in collaborazione con l’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, la Consulta per le Aggregazioni Laicali, l’Ufficio Socio Politico dell’Azione Cattolica e l’Osservatorio per la legalità e per la difesa del Bene Comune di Giovinazzo e in sinergia con le redazioni di “Luce e Vita” ed “In Città”.

Professor Casieri, ha iniziato l’incontro partendo dalla distinzione tra economia e politica. Una distinzione che non si riflette però nei due rispettivi processi di attuazione: mercato e democrazia.

Il mercato è il processo mediante il quale gli acquirenti e i venditori di una bene interagiscono per determinare il prezzo e la quantità da scambiare. La democrazia, invece, è il processo che consente ai cittadini di effettuare delle scelte ricorrendo al principio della maggioranza. Tramite il mercato e la democrazia l’individuo teoricamente dovrebbe esprimere il massimo della propria libertà rispettivamente in ambito economico e in quello politico. Nella realtà però questo non accade perchè i fenomeni degenerativi non consentono la piena libertà di scelta da parte dei singoli”.

Una degenerazione che se da una parte proviene dalla fortissima interazione esistente tra democrazia e mercato, dall’altra è insita nella loro stessa natura.

I processi di mercato, che partono da posizioni di eguaglianza da parte di tutti gli operatori, inevitabilmente collassano in situazioni di monopolio o oligopolio. Stessa cosa accade in politica, dove la libera associazione dei cittadini crea gruppi di interesse che fanno riferimento ai partiti, ma nei quali il principio di libera scelta viene offuscato da strutture burocratiche organizzate gerarchicamente”.

Una scelta quindi quella dei singoli che da espressione di libertà si trasforma quasi in una compressione dell’autonomia individuale.

In definitiva è proprio questo che accade. Per ostacolare questi meccanismi degenerativi è importante che i singoli conoscano a pieno come si conduce la vita politica. Solo grazie alla conoscenza e alla partecipazione potranno esercitare con maggiore consapevolezza e responsabilità la propria capacità di scelta”.

Obiettivo che può essere raggiunto proprio mediante incontri di formazione politica tramite i quali l’individuo raggiunge una nuova consapevolezza civica nel saper leggere la realtà che lo circonda.

Gli incontri di formazione politica dovrebbero essere estesi a tutti. Il ritorno dell’educazione civica nelle scuole è un primo passo in questa direzione. Solo così i cittadini potranno diventare più consapevoli della propria forza e della loro capacità di modificare in meglio la realtà di tutti i giorni”.

Una possibile soluzione a lungo termine, ma qualcosa si sta già muovendo nell’immediato grazie ai modelli della cosiddetta “economia sociale”.

Nell’economia sociale l’economia si sposa con la democrazia alla luce dei principi di efficienza, di equità e soprattutto di reciprocità. La reciprocità è il faro verso cui orientare il nuovo modo di agire all’interno della politica e dell’economia.

Essere cittadini infatti significa sentirsi parte di una comunità e la reciprocità va intesa proprio in quest’ottica come un donare per far crescere la comunità. Basti pensare ad Adriano Olivetti. Il noto imprenditore aveva capito che era molto importante far crescere socialmente ed intellettualmente i propri operai e garantiva loro cultura e tempo libero. Così come era attento ai territori nei quali insediava le nuove fabbriche intraprendendo un percorso di crescita nel lungo periodo”.

 Prossimo appuntamento sabato 6 aprile, sempre presso la sala “San Francesco” della parrocchia “Maria SS. Immacolata” di Giovinazzo, con la lezione dal titolo “Democrazia &…cittadinanza attiva ” tenuta da Emma Amiconi, presidente di Fondaca.

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