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ANCORA UN’ORDINANZA PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL CASEGGIATO DIROCCATO, A META’ DI VIA SPIRITO SANTO


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CI RIPROVA LA DIREZIONE TECNICA “GESTIONE DEL TERRITORIO”

Come noto, da anni, nel grembo del centro medioevale della città, compreso fra le direttrici principali di Via Spirito Santo e Via Lecce, è situato un caseggiato in abbandono, con vecchie fabbriche edilizie in dissesto statico, che ha costretto, sin dalla metà del secolo scorso, alla completa chiusura di Vico Corsignano e di Vico Concezione. Le due antichissime stradine, attraverso un tracciato stradale, nella cui parte terminale è sottoposto al palazzo nobiliare dei Vernice, si congiungevano entrambe con unico sbocco in Via Lecce.

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Graficazione del tratto stradale terminale, divenuto di uso privato, cui s’innesta Vico Concezione, Vico Corsignano e Vico Saraceno per giungere a Via Lecce

 

Quel tracciato stradale è divenuto di esclusivo uso di privati, essendo stati completamente chiusi i due varchi con murature in tufo sul versante di Via Spirito Santo. In particolare, quello di Vico Concezione è ostruito a causa della vasta area edilizia in completo disfacimento, a metà percorso di Via Spirito Santo, dirimpetto al contrafforte in tufo posto a sostegno di altro edificio, ora utilizzato, sul fronte opposto. L’area in questione, costituita da diverse unità immobiliari, indicate sul foglio di mappa n.3 del catasto urbano, è stata, qualche giorno fa, oggetto dell’Ordinanza n.80, emessa dell’ing. Trematore, in data 11.12.2019. Con detto atto è intimato ai rispettivi proprietari di intervenire con opere di messa in sicurezza al fine di eliminare ogni fonte di rischio, per la pubblica e privata incolumità, derivante da quel che resta dei loro immobili, in pieno stato di crollo. Il provvedimento, assunto dal Dirigente, in via del tutto anomalo, essendo lo stesso di specifica competenza del Sindaco, a norma dell’art. 54 c.2 del D.Lgs. 267/2000, in quanto assunto in via contingibile e urgente, sembrerebbe essere finalizzato a stabilizzare quel corpo edilizio dichiarato, peraltro, decadente, oltre ad essere divenuto ricettacolo di rifiuti e di ratti, per la presenza incontrollata di un’abbondante vegetazione spontanea.

Dubito che l’Ordinanza dell’ing. Trematore possa conseguire effetti e, non tanto per l’eccepibilità del vizio del suo provvedimento, piuttosto per come si sono risolti i precedenti atti ordinatori che hanno riguardato quella zona in completo degrado, ormai da diversi decenni. Lo stesso Sindaco Depalma, infatti, si era interessato della questione, sin da marzo 2013 dopo qualche mese dalla sua elezione, con l’Ordinanza n. 14 del 6 marzo, su richiesta della soc. SOGEMAR s.r.l., proprietaria di una vecchia abitazione in vico Concezione. Un’ulteriore Ordinanza, la n.19 dell’aprile successivo, fu emessa sempre da Depalma, a integrazione della precedente, con le stesse motivazioni di contingibilità ed urgenza ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità.

Purtroppo, detti provvedimenti ordinatori non conseguirono alcun utile risultato, tranne che la rimozione dei materiali staccatisi dalla fabbrica dissestata, rimasti giacenti sul sedime delle costruzioni in precedenza abbattute.
E tutto è rimasto così, sin da allora, senza che alcuna autorità comunale si sia preoccupata, in tutti questi anni, di mettere in opera interventi idonei a far cessare lo stato di degrado nonché di pericolo, che, si dice, presenti quel sito e, quindi, rendere decoroso e fruibile quell’ambito urbano.
D’altro canto, ritengo, per com’è l’attuale situazione dei luoghi, non sussista, altra soluzione che abbattere l’intero comprensorio edilizio, completamente dissestato e in gran parte crollato, al punto da non potersi più distinguere fisicamente le rispettive realtà immobiliari.
Da qualche tempo, ho avuto a considerare questa deprecabile condizione urbanistica che si presenta come un vulnus alla visione paesaggistica del borgo antico. Infatti, in più occasioni ho segnalato che solo un piano di radicale risanamento della zona, previo abbattimento dei muri, ancora in piedi, e relativa rimozione dei relativi materiali, potrà riqualificare quel territorio urbano, rivalutando anche gli immobili, di torno all’area, che sono stati restaurati da privati per uso abitativo.
Che un progetto di sgombero completo di detti manufatti irrecuperabili e di risistemazione della zona con una pavimentazione in pietra per ricavarne uno spiazzo pubblico, sia ormai indispensabile, è di tutta evidenza. Specie se si considera che solo con intervento di tal fatta si andrebbe a restituire all’uso pubblico il percorso delle due stradine di Vico Corsignano e di Vico Concezione e, anche, di Vico Saraceno per consentirne la riapertura al transito da via Spirito Santo e via Cattedrale fino a Via Lecce, riattivando il varco sottostante Palazzo Vernice.

Il passaggio sotto il Palazzo Vernice è stato, dapprima, chiuso con un vecchio portone in legno, adattato allo scopo, e, ultimamente, con un nuovo cancello robusto, sulle cui ante sono stati applicati due pannelli con l’evidente scopo di impedire la visibilità all’interno di quegli spazi che costituiscono a tutti gli effetti l’antico corso stradale in collegamento con Vico Corsignano e Vico Concezione. Per contro Vico Saraceno che si prolunga su via Cattedrale è interdetto con un cancelletto in ferro, sempre installato da privati. Certamente la sostituzione di quella vecchia porta di chiusura dell’Arco Palazzo Vernice con un cancello metallico, completo di regolare serratura, presuppone un chiaro intendimento all’utilizzo di quel varco per accedere in forma privata all’area retrostante.

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Il prima e il dopo del varco sottostante il palazzo Vernice, in via Lecce, il cui tracciato stradale è ormai ad uso privato

 

Tanto l’avevo già rimarcato a chiare lettere con il mio scritto dal titolo “La citta vecchia: Depalma ora dice di volere il recupero”. L’occasione mi era stata data, appunto, dalla decisione del Sindaco Depalma di voler procedere al recupero delle parti del centro storico, ancora, in stato di grave degrado, manifestata con la relazione alla Giunta che ne approvò la sua determinazione con Delibera n.189, alla vigilia di Natale 2015 con all’oggetto: “Infrastruttura Viaria del Centro storico: Atto di indirizzo”. Un provveddimento solo enunciato e mai avviato a una coerente pianificazione d’interventi per la messa in esecuzione di una risolutiva ed effettiva riqualificazione del centro storico, più volte propagandata.
Sono del tutto convinto che in assenza di un’azione di demolizioni delle fabbriche ormai irrecuperabili e di un possibile riattamento del restante patrimonio edilizio a ridosso di Vico Concezione e di Vico Corsignano, ad opera della Amministrazione civica, gli spazi pubblici ostruiti, come segnalato, diventeranno, in definitiva, prerogativa di privati. Ne è riprova il fatto che quel cancello a chiusura dell’arco cavalcavia del Palazzo Vernice su via Lecce, segna la sottrazione alla rete stradale storica di quell’area urbana retrostante al crollo del caseggiato di Vico Concezione, ormai, da lunghi anni, interclusa con le tamponature qui di seguito evidenziate.

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Tamponatura in tufo sotto l’arco di Vico Corsignano

 

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Tamponatura in tufo di Vico Concezione, risalente agli anni ’50 del secolo scorso

 

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Vico Saraceno chiuso a metà percorso da un cancello che impedisce l' accesso all' area interdetta

 

Infine, al fine di restituire completo decoro in quell’area e, principalmente, la regolare circolazione su Via Spirito Santo, andrebbe disposto l’abbattimento del contrafforte in tufo, costruito sempre alla metà del secolo scorso, a sostegno dell’edificio, dirimpetto all’imbocco di vico Concezione, che intralcia notevolmente il transito lungo tutto il tracciato stradale, ancorchè a senso unico, che porta alla cinta muraria di levante, in via “San Domenico Maggiore”.

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Contrafforte in tufo di via Spirito Santo

 

Solo un programma di azioni di questo tipo sarebbe tale da riqualificare il contesto medioevale del paese vecchio dimostrando efficacemente che sussiste la volontà politica di cominciare a mettere mano alla conservazione del paesaggio urbano dei tempi passati.

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