IMAGE IRIS PIGLIATUTTO ALL'INDIVIDUALE GOLD ALLIEVE

Iris pigliatutto al Campionato Individuale Gold Allieve per le zone tecniche 3, 4 e 5. Porta bene la Sardegna al sodalizio presieduto da Nico Di Liddo che conquista non uno, ma ben due titoli interregionali. A trionfare stavolta Sara Brunetta e Giorgia... leggi tutto...
IMAGE MAGICA SINTONIA DI VIOLINISTE

Straordinaria esibizione musicale presso l’auditorium Odeion di via delle Filatrici leggi tutto...
IMAGE PARCO DELLA RIMEMBRANZA: S.O.S. PER I LECCI A RISCHIO...

Appena l’8 luglio scorso con un mio scritto del titolo - “Anche i lecci di Piazza della Rimembranza minacciati da una forma di Xylella”-, consultabile su link a margine indicato, ho rappresentato, anche documentandola, la sofferenza che alcune... leggi tutto...
IMAGE XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il Vangelo di oggi ci fa riflettere su una questione essenziale: la fede nella risurrezione. leggi tutto...
IMAGE G.S. GIOVINAZZO CALCIO A 5:E' L'ORA DI SUPERSTINO

Tagliare i capelli e non perdere la forza come accadde a Sansone, ma anzi, diventare ancora più forte. Lui è Ernesto Di Capua, per tutti “Stino”, portiere del G.S. Giovinazzo Calcio a 5. Un nome risuonato a gran voce in un... leggi tutto...
IMAGE LA GREENWAY CITTADINA: UNA ESECUZIONE DAGLI ESITI...

Dopo una folta rassegna di scritti, riguardo alla contestata “GREENWAY CITTADINA” (consultabili su link a margine indicati), sono costretto a tornare sull’argomento per impressionare le gravi incongruenze che l’esecuzione della complessa... leggi tutto...
 

LA GREENWAY CITTADINA: UNA ESECUZIONE DAGLI ESITI INCERTI PER LA DIFFORMITA’ DAL PROGETTO APPALTATO


ciclabile

 

Dopo una folta rassegna di scritti, riguardo alla contestata “GREENWAY CITTADINA” (consultabili su link a margine indicati), sono costretto a tornare sull’argomento per impressionare le gravi incongruenze che l’esecuzione della complessa opera, dal costo di mezzo milione di Euro, sta ponendo all’evidenza. Ho cominciato a trattare dell’argomento già con il mio primo articolo, pubblicato a marzo 2016, quando ebbi a informare che Depalma, ormai sul finire del suo primo mandato, si era premunito di stendere, con un formale atto decisionale, il suo futuro programma d’azione con una serie di opere pubbliche, passate singolarmente al vaglio di fattibilità tecnica ed economica del Direttore del 3° Settore “Gestione del Territorio”. Con quel suo provvedimento giuntale, prospettava, particolarmente significante, la costruzione della pista ciclabile all’interno della città, con relativa previsione complessiva della spesa di € 500.000,00, nonostante fosse in piena contestazione quella “Adriatica”, realizzata su via Bari, allora, non ancora in esercizio. L’ultimo articolo l’ho reso, appena il 16 settembre u.s., allorchè rimarcavo la scarsa attenzione al verde di chi è preposto a seguire i lavori della greenway per aver fatto eliminare le buche che in precedenza erano dimora di vetusti alberi, da qualche tempo estirpati, sul terminale del marciappiede di Viale Marconi, ove la ciclabile tende a collegarsi alla stazione ferroviaria.
Oggi 4 novembre, senza dubbio, ci sarebbe stata una delle solite esaltazioni propagandistiche per l’ultimazione dei lavori della ciclovia cittadina, essendo stata convenuta contrattualmente e con successiva proroga resa pubblica, detta data, come termine per la consegna dell’opera al Comune da parte della RTI appaltatrice, rappresentata dal Geom. Nicola Toscano.

ciclabile 1

Invece, com’è sotto gli occhi di tutti, la costruzione della corsia per la mobilità su bici, non solo è ancora in alto mare, ma sembra sia incappata in notevoli difficoltà esecutive di alcuni importanti tratti che andrebbero a impattare su tracciati stradali che, a causa delle loro caratteristiche strutturali e per l’intensa circolazione veicolare su gli stessi, non si prestano a essere corredati con la pista ciclistica.
A parte quest’aspetto, che pur denota una progettazione per niente corrispondente con gli schemi e moduli impiantistici, vigenti in materia e, soprattutto, realisticamente inadeguata allo status dell’infrastutturazione stradale urbana, a me pare del tutto incomprensibile che i lavori procedano indipendentemente dal progetto approvato dall’organo politico e appaltato, mediante gara pubblica, dalla Direzione Tecnica comunale.
Com’è possibile che si eseguano interventi, in buona parte, in difformità dalla progettazione ufficiale, approvata il 17 novembre 2017, e, ancora peggio, non si conosca chi se ne assume la responsabilità di tali diverse esecuzioni che pare si stiano introducendo con variazioni, perfino, del tracciato?
E’ una responsabilità assunta direttamente dall’ing. Sante Scaringi, nella duplice veste di Direttore dei Lavori e progettista dell’opera, oppure della Dirigenza comunale che, di fronte a emergenti e insuperabili intoppi, di volta in volta, impartisce direttive d’esecuzione divergenti dal progetto?
Ed è, oltremodo grave, che si attuino lavori in variante a prescindere da una progettazione supplettiva che valuti anche lo scostamento degli elementi di costo in modo da non sforare l’importo del contratto d’appalto, ammontante a € 373.015,37.
Senza dire che la vicenda assumerebbe un profilo d’irregolarità ben più rilevante se questa scelta di proseguire i lavori con sostanziali modifiche al contenuto del bando di gara e alle condizioni tecniche dell’aggiudicazione dell’appalto del 26.04.2018, sia riconducibile a una precisa determinazione dell’organo politico, ancorchè non manifestata in un atto formale.

ciclabile 3


Specie se si considera che siano state realizzate opere di un certo costo, come il rondò e lo spartitraffico di via Cappuccini, che avrebbero avuto un senso per regolamentare il flusso di traffico in careggiate stradali promiscue con la mobilità ciclistica, ma che potranno rivelarsi uno spreco di risorse, nel caso in cui il tracciato della pista verrà spostato altrove, in un ambito urbano di periferia. Salvo che non si decida di rimodulare la circolazione veicolare su quel crocevia, per cui la piazzola, ricostruita di sana pianta come rotatoria, possa meglio direzionare e canalizzare il traffico automobilistico.
Insomma, è “Confusìon de confusiones”, per dirla con il titolo di un noto libro di Josepp de la Vegas, ricco commerciante e poeta spagnolo, vissuto ad Amsterdam nel sec. XVII.
Già, perché è del tutto impensabile che si possano violare le disposizioni su gli appalti delle opere pubbliche, con il porre in essere, a cantiere avviato, maggiori o minori lavori senza che siano stati rivisitati i termini tecnici e il computo dei costi del progetto originario e che se ne adducano anche le ragioni delle modifiche contrattuali.

ciclabile 4

Ed è proprio questo che a me sembra stia caratterizzando la costruzione della greenway che, per le forme e per la configurazione che sta prendendo, è completamente diversa da com’era stata concepita e illustrata, ricevendo anche un premio, alla XIV rassegna di Urban Promo del 21 novembre 2017. Un’opera particolarmente impattante con la rete stadale cittadina che si è sempre evitato di rappresentarla ed esporla, nei dettagli, ai cittadini i quali, solo ora, si lasciano andare col manifestare sempre più malumori e diffuso malcontento e anche severe critiche.
Un rilievo che ebbi già a fare con l’articolo dal titolo “E LA CITTA’ COSA NE PENSA?”, pubblicato il 27 novembre 2017, proprio all’indomani dell’approvazione del progetto da parte della Giunta comunale con suo atto n.188 del 17 novembre 2017.
Così pure rimostranze ritengo si debbano fare circa la qualità stessa delle lavorazioni che si stanno portando a conclusione, riprendendo quanto già lamentavo circa l’utilizzo per la pavimentazione delle piazzole spartitraffico in Piazza Vittorio Emanuele II di mattoncini in cemento che, normalmente, lastricano le aree periferiche a parcheggio o i piazzali delle soste delle grandi arterie stradali. Questa volta i cordoli delle nuove banchine spartitraffico sono in pietra locale ma per la pavimentazione si è continuato a usare i cubetti in cemento. E, anzi, sullo spartitraffico, al bivio tra Corso Amedeo e Via Piano, si sono utilizzati gli stessi elementi ricavati dalla demolizione dell’orrenda piazzola prima delimitata da cacordoli di conglomerato bituminoso.

ciclabile 2

Perché, per uniformità con i cordoli in pietra, quelle piazzole non sono state pavimentate con lastre di pietra, come erano una volta i marciappiedi di tutte le vie principali, prima che il Sindaco Milillo non decidesse di rimuovere le chianche per sostiturle con ordinari mattoni cementizi?
In questo modo si sta cancellando completamente la nostra tradizionale cultura di fare uso della pietra locale per lastricare marciapiedi e piazze, con risultati del tutto deprecabili.

 

Articoli sulla “Greenway cittadina” pubblicati in questo sito:

- La ciclopedonale interna alla città  18.09.2017  http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/720-la-ciclopedonale-interna-alla-citta#news 

- La città cosa ne pensa?  27.12.2017  http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/786-e-la-citta-cosa-ne-pensa#news 

- Il Bluff della Greenway cittadina  16.01.2018 http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/841-il-bluff-della-greenway-cittadina#news 

- La ciclopedonale urbana che non sia un bis della ciclovia Adriatica  22.04.2019  http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/1305-la-ciclopedonale-urbana-che-non-sia-un-bis-della-ciclovia-adriatica#news 

- Greenway cittadina, prorogata la consegna dell’Opera  03.06.2019  http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/1339-greenway-cittadina-prorogata-la-consegna-dell-opera#news 

- Una greenway per niente geen  16.09.2019 http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/1414-una-greenway-per-niente-green#news 

Commenti

  • Nessun commento trovato