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“AIR SHOW” DELLE FRECCE TRICOLORI A PRIMAVERA 2020


Immagine frecce tricolori

 

PARADOSSO DELLA LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI: SI DICE DI VOLER RIDURNE LE CAUSE E SI FINISCE PER AUMENTARLE

Ingenti folle di giovani, nei giorni scorsi, hanno sfilato in tutte le grandi città, facendosi interpreti dell’allarme per gli sconvolgimenti climatici che affliggono il pianeta gridando: non c’è più tempo! Aiuto! -“La nostra casa è in fiamme”-. Giusto per riprendere con vigoria il titolo del libro di successo della giovane Greta Thunberg, edito da Mondadori, che è stata definita la Giovanna d’Arco dei nostri tempi, per aver ingaggiato, con determinazione ed efficacia comportamentale la lotta contro i cambiamenti del clima. E così la difesa dell’ambiente e la proposta di un diverso tipo di sviluppo economico che lo salvaguarda, attraverso processi industriali compatibili, è diventato, d’improvviso, il fulcro di una prospettiva politica, oltre le antiche ideologie e le nuove visioni socio-economiche di chi detiene il potere. E’ la battaglia che la leader ecologista, da studente, da mesi sta conducendo, cui chiama i giovani ad arruolarsi, in forma del tutto autonomo, in ogni paese, perché si evitino le catastrofi che studi e ricerche scientifiche, ormai, annunciano in danno all’umanità intera, a causa dell’inquinamento globale. Ma se si colgono a pieno i fotogrammi e le immagini dei potenti della terra, tra lo stupore manifesto e l’apparente serietà, che mostravano all’ascolto di Greta, durante il suo intervento al vertice dell’ONU, si può capire che, tutto sommato, una qualche ragione la grintosa studentessa svedesa c’è l’ha, nell’accusare i governanti di fare poco per ridurre i crescenti livelli di emissioni di CO2. Tuttavia, quei capi di Stato sembravano poco convinti che la tremenda preoccupazione della giovane eroina della lotta contro il clima, sia diffusa presso le popolazioni che governano. Le paure e le conflittualità sociali da dipanare, per gli uomini di Stato, infatti, sarebbero altre come la tutela della salute, il lavoro, la sicurezza, non solo economica, i numerosi focolai di guerra regionali, i flussi migratori, i dazi commerciali. Per cui il clima non è al primo posto tra le inquietutini attuali cui impegnare la comunità internazionale a concordare e attuare efficaci e immediati rimedi. E questo è in parte comprensibile. Le moltitudini di ragazzi che hanno dato consistenza al Fridays For Future non possono che essere loro a farsi carico di tali tensioni, perché avvertono che le condizioni di vivibiltà sul pianeta nei prossimi decenni possono essere drammatiche. Le persone avanti in età, invece, non sembrano minimamente prese da quella drammatica percezione di rischio che incombe sul loro avvenire, possono solo mostrare un sentimento di solidarietà, più o meno, convinto. E questo spiega, anche, come nella maggior parte di noi, si continua allegramente a consumare le risorse rinnovabili del pianeta, disponibili, fino a esaurirle e accumulare debito nei confronti del nostro futuro, come illustra Telmo Pievani, professore di filosofia delle scienze biologiche a Padova, nel suo ultimo libro “La Terra dopo di noi” (Contrasto Editore, Roma, 2019), corredato da fotografie di luoghi incontaminati, eiprese da Frans Lanting.

La proiezione di questo stato umano d’inconsapevolezza generalizzata, negli stessi giorni dei grandi raduni giovanili per la difesa del clima, l’ho vista riflessa, nel piccolo, anche a Giovinazzo, quando è stata data notizia dagli organi d’informazione che la Giunta Comunale ha disposto un impegno di spesa di € 20.000,00 per la manifestazione acrobatica delle Frecce Tricolori della prossima primavera. L’Assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Depalo, ha, infatti, orgogliosamente, notiziato che, congiuntamente al Comune di Molfetta, è stato richiesto al Comando dell’Aeronautica Militare di poter fare eseguire sulla litoranea delle due cittadine un “AIR SHOW” DELLE FRECCE TRICOLORI, in occasione della Maratona delle Cattedrali, che si terrà il 3 maggio 2020, con una spesa complessiva di € 40.000,00, ripartita tra entrambe le città.
Che cosa dire di tale evento? Si tratta di un grande show acrobatico nei nostri cieli, deciso solo per dar tono all’annuale rassegna podistica, dietro un sostanzioso corrispettivo economico all’Aeronautica Militare, naturalmente, a totale carico dei contribuenti.

Tempus stultitiae! Non saprei come altro argomentare una decisione politica che, a parte quanto appena riportato, comporterà certamente un’ingente emissione di CO2 in atmosfera con pressioni negative sull’ambiente. Ma questo è un altro Coup de théâtre di Tom che, com’è suo solito, vuole sorprendere tutti, ad ogni costo, anche finanziando con i soldi dei cittadini una manifestazione acrobatica che incide notevolmente a far alzare le temperature e ad alimentare l’inquinamento atmosferico.

E, l’effetto inquinamento, a seguito di tali sorvoli, è un dato inconfutabile, perché le emissioni che i traffici aerei producono sono veramente preoccupanti per quanto sono ingenti e influenti nell’atmosfera.
Forse non tutti sanno che negli stati nordici si è costituito il -movimento no-fly- che si propone, appunto, di ridurre i traffici aerei, per limitarne le emissioni e contribuire a salvare l’ambiente. E’ la scelta di vita di un’ampia cerchia di viaggiatori che hanno deciso di rinunciare a prendere gli aerei di linea per ridurre l’effetto serra. Anche su questo fronte sono stati gli svedesi a farsi promotori di detta interessante azione battagliera, che trova seguaci sempre più convinti della necessità di “volare responsabilmente”. Nel senso che hanno deciso di fare uso degli aerei solo per viaggi su rotte estese e di preferire il treno sulle corte e medie distanze.

La comunità “flygskam”, come viene appellata (letteralmente vergognarsi di volare), comprende giovani, ma anche business man e parlamentari europei che hanno modificato le loro abitudini preferendo, ove possibile, gli spostamenti su treno, anche se più slow, al viaggio in aereo. E pressioni in questa direzione ce ne sono pure state sulle compagnie aeree più affermate. Ultimamente, infatti, Klm, Thalys e Ns Dutch Railways hanno sviluppato un piano commerciale a lungo termine per mettere sul mercato il servizio “Air&Rail”. Una diversa proposta di trasporto, finalizzato a introdurre un sistema efficiente di mobilità intermodale aereo-treno con l’obiettivo di ridurre il numero di voli di corto raggio tra Bruxelles e Amsterdam-Schiphol. Un’operazione che, senz’altro, vuol essere una prima risposta ai movimenti “no fly” che vanno, sempre più, diffondendosi nei paesi europei, non escluso il nostro.

Dunque, è certo che quello show acrobatico nei nostri cieli produrrà effetti incidenti nell’atmosferà e che non può, per niente, ritenersi condivisibile da chi sente di impegnarsi nell’abbattere le emissioni, considerato anche l’esborso di denaro pubblico che l’esibizione comporta.
Perciò mi sono chiesto se l’avranno apprezzata la costosa manifestazione acrobatica i tanti studenti che hanno voluto prendere parte allo sciopero del 27 settembre scorso, indetto, appunto, per sensibilizzare le nostre autorità politiche a mettere in essere ogni possibile intervento che riduca decisamente i rischi d’inquinamento dell’ambiente.
Un loro silenzio, purtroppo, m’indurrebbe a dire che non c’è da meravigliarsi, poi, che ci sia, ancora, tanta indifferenza sia di organizzazioni internazionali sia di Organismi nazionali ed Entità locali, attorno alla lotta della paladina Greta, se gli stessi giovani, suoi seguaci, non comprendono, fin in fondo, le preoccupanti situazioni di vita che riserva loro il futuro, qualora non si agisse, sin d’ora, per eliminare o contenere le comprovate fonti d’inquinamento.

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