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SINDACATI CONTRO IL SINDACO CHE RIMBROTTA IL PERSONALE DEL MAL FUNZIONAMENTO DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA


bacheca 2

 

Non ricordo sia mai successo che i Sindacati abbiano contestato il Sindaco per i metodi non convenzionali di denunciare pubblicamente responsabilità a carico del personale comunale. E’ successo a Tom che, giorni fa, ha ricevuto dalle Segreterie provinciali, di maggiore rappresentatività sindacale, una diffida ad astenersi dall’apostrofare in maniera generica i dipendenti comunali, additati per il mal funzionamento della macchina amministrativa. E, a margine dello stesso assunto, gli è richiesto di convocare urgentemente le rappresentanze medesime e la RSU perché non si abbiano a ripetere, ulteriormente, annunci denigratori e reprimende a danno di agenti che prestano il loro servizio per la collettività cittadina.
Non ritengo meritevole di alcun mio commento l’accaduto, preso a motivo dai sindacati per muovere la formale protesta contro Depalma richiamandolo a intrattenere ordinate relazioni sindacali. Vero è, però, che il comportamento, alquanto deprecabile, tenuto da Tom nella circostanza, ha portato a coagulare le tante tensioni di sofferto malcontento degli impiegati, alcune risapute e circostanziate, altre, appena percepibili, che hanno indotto i sindacati a non rimanere indifferenti ad atteggiamenti di sopruso del politico, esaltato dal suo potere.

Di colpo, ne sono convinto, tutte le inquietudini e i disagi, abbastanza diffusi nel corpo impegatizio, anche se spesso celati a malincuore, hanno travato una consistente e legittimata voce di contrattacco che impegna Tom a ripondere del suo discutibile sistema di esercitare il potere che, di frequente, si declina col delegittimare le prestazioni lavorative di funzionari e agenti comunali, quando non sono corrispondenti alle sue determinazioni. Già, perché se si mostrano di essere in concordanza con lui e di accondiscendere ai suoi propositi con azioni convergenti ai personali intendimenti non manca di gratificarli e farne apprezzamento in pubblico durante anche comizi vari e sui social, tanto da far venire il timore a chi lo ascolta di soffrire di una forma di schizofrenia comunicativa. Ma si tratta solo di retorica ipocrita del febbrile comunicatore, non di schizofrenia di chi apprende i suoi discorsi.
E di fatti, se come Tom afferma, la macchina comunale, non risponde efficacemente ai compiti istituzionali a causa “dei balletti di competenze e per comportamenti tipici da dipendente a posto fisso e con scarso amore del proprio lavoro”, dovrà pur convenire che il modello organizzativo, cui ha voluto che l’apparato direzionale e gestionale venisse a improntarsi, non è all’altezza della situazione. Per questo, prima di imputare al personale le disfunzioni che, menziona come riprorevoli, dovrebbe verificare, con la Dirigenza, se l’assetto organizzativo-funzionale è adeguato ad assolvere obiettivi e risultati prefigurati annualmente nel Piano Esecutivo Gestionale.
E chissa quante volte, nel corso del suo mandato, in tutti questi anni, per ragioni non certo di efficientamento, ha preteso di cambiare l’assetto organizzativo dell’Ente, con sospette sostituzioni di dirigenti, scorporando e accorpando funzioni da una Unità Direzionale ad un’altra o assegnado ad interim competenze di un Servizio incastonato in un Settore per attribuirle a Dirigente di diverso Settore con relativa integrazione stipendiale e, perfino, al Segretario comunale.

Cose inaudite!

Naturalmente non, mi pare, sia questo il punto che i sindacati pongono in discussione al Sindaco, cioè l’apparente disarticolazione funzionale dell’Ordinamento dell’Apparato comunale con i relativi riflessi sulla assegnazione del personale ai diversi comparti gestionali. Invero, rimarcano l’ingerenza che lui ha avuto nell’ambito della sfera dirigenziale, esprimendo valutazioni avventate e giudizi di responsabilità per la condotta inoperosa di certi dipendenti a prescindere, comunque, da un accertamento obiettivo delle mancanze da lui asserite. Messaggio a effetto immediato il suo, tantè che, a dire sempre dei rappresentanti dei lavoratori, quel pubblico biasimo, avrebbe generato riscontri denigratori via social nei confronti del personale comunale in genere.

Ora il dado è tratto!

Ed è inappuntabile il contenuto del rilievo sindacale che sottintende, in sostanza, la mancata osservanza dell’art.3 del Regolamento Comunale sull’Ordinamento Generale dei Servizi e degli Uffici, per la chiara invasione di campo che Depalma ha fatto nell’esprimere valutazioni pubbliche sui dipendenti, compito che compete alla Direzione della Struttura, a conclusione di un eventuale procedimento disciplinare.
La circostanza, tuttavia, mi torna utile per rimarcare, ancora una volta, che la supremazia di governo, solitamente praticata da Tom, secondo la logica del dominio autoritario, non è solo in riferimento alle questioni con dirette ricadute sul personale, come ho appena indicato, ma la esplicita, anche con forme più incidenti, negli altri ambiti di attività e servizi amministrativi di interesse dei cittadini. E, tali sue modalità potestative non è che le esplica solamente con regolari riferimenti di autodeterminazione politica, ma anche con sollecitazioni, più o meno formali, nei confronti della linea direzionale a che si raggiungano i risultati cui si è proposto. Non ha mancato, niente meno, di adottare, in veste di Sindaco, atti gestionali e risoluzioni ordinatorie che sono di specifica competenza dei dirigenti, configurandosi in tali casi provvedimenti viziati per abuso di potere, censutati pure dalla magistratura amministrativa, quando i soggetti lesi da detti suoi interventi li hanno impugnati.

A tal proposito, a più riprese, ho avuto modo di rappresentare la manifesta quanto pericolosa sovrapposizione di potestà funzionali, che si registano all’interno dell’Ordinamento comunale. Tanto in netto contrasto con quanto previsto già prima dalla L. n.142/1990 e poi dal D. Lgs. 267/2000 che conferma il principio cardine dell’autonomia degli Enti Locali, ovvero quello della netta separazione delle competenze politico-amministrative, di pertinenza dell’Organo di Governo, di indirizzo e di controllo, da quelle concernenti la gestione amministrativa che spetta ai Dirigenti comunali.
Sta, di fatto, che da una lettura attenta degli atti deliberativi sia dell’autorità di governo sia della dirigenza del Comune, attraverso cui l’Amministrazione civica si esprime e agisce, percepisco uno scriteriato contrasto di poli decisionali del tutto svincolati da una chiara funzione-obiettivo, identificata e condivisa da tutte le postazioni di vertice dell’Ente. Voglio dire che la stessa confusa e non definita ripartizione delle competenze di spettanza dei diversi Comparti operativi che, peraltro, favorisce la pressante ingerenza del potere politico nei processi gestionali, evidenzia non solo un orizzonte di interessi di difficile connettività ma, altresì, procedure funzionali e di conduzione operative incoerenti e divergenti tra loro.
E, per essere del tutto comprensibile, riporto quanto appena ho costatato, nel trascorso periodo estivo, riguardo al godimento delle ferie dei Dirigenti. In un caso si è provveduto, com’è prassi, a sostituire il Dirigente assente mediante un puntuale provvedimento di conferimento di interinato ad altro Dirigente, per contro, invece, non è per niente chiara la procedura adottata per assicurare la continuità funzionale al 3° Settore in assenza del Dirigente, posto in ferie. Sembra si sia sperimentata la reggenza dell’intero Comparto a cura di un funzionario Istruttore, in organico a quella stessa Unità direzionale, almeno per quanto deduco dai deliberati di Giunta, adottati nel mese di agosto. In quegli atti, infatti, è verbalizzato che è stato acquisito, a norma di legge, il parere tecnico del Settore “Gestione del Territorio” formulato dall’Istruttore Direttivo “facente funzioni” di Dirigente. Le Determine, invece, emesse, a nome del Dirigente titolare del Settore, sempre in agosto, sono firmate dal medesimo funzionario Direttivo, in quanto “delegato alla firma”, cioè senza avere ricevuto le facoltà proprie di direzione dell’Unità. E, di Determine importanti e, anche tante, ne sono state prese in detto mese e, pure, Ordinativi di pagamento a favore di imprese appaltatrici di lavori pubblici, che li hanno richiesti per aver presentato stati di avanzamento delle opere in corso di esecuzione.

Una deliberata variazione alla regolazione interna del programma ferie dei capi Settori o un ambiguo espediente di discrimine?

Credo sia lecito sapere se, per tutto l’intero periodo in cui il Dirigente e stato in ferie, c’è stata la reggenza dell’Unità da parte di un funzionario direttivo, chiamato a coprire, temporaneamente, la posizione dirigenziale e, ancora, quale autorità sovraordinata l’abbia conferita. Salvo che, presso il Comune di Giovinazzo, sia invalso l’escamotage che basti la delega del Dirigente, a favore del funzionario direttivo suo sottoposto, a firmare atti di sua competenza a suo nome, perché a questi gli venga riconosciuta la funzione direzionale della Unità, durante la sua assenza.

 

comune di giovinazzo comunicato CGIL CISL UIL

Lettera inviata al Sindaco dai delegati dei sindacati 

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