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TRAFFICO SOTTO CONTROLLO SULL’EX STATALE 16


autovelox 1

 

Il Comando del Corpo di Polizia Locale ha deciso di mettere sotto controllo il Traffico automobilistico sull’intero tratto di strada dell’ex Statale 16 sia in direzione Molfetta che Bari. L’obiettivo è di poter rilevare infrazioni per il superamento dei limiti di velocità nell’ambito del territorio comunale e più specificatamente nei luoghi in cui più frequenti, ritiene, vengono a registrarsi incidenti stradali, per la presenza di centri estivi di svago e lidi balneari, come pure di agglomerati residenziali. Naturalmente l’operazione di controllo della velocità del traffico è stata varata, d’improvviso, a estate inoltrata, con la Determina n.49 del 22.07.2019, a firma dello stesso Responsabile del Corpo di Polizia che ha esternalizzato l’intera gestione. L’appalto, per la durata di sei mesi, è stato affidato a un’azienda specializzata del settore che metterà a dispozione i relativi meccanismi di rilevazione, conformi alle norme in vigore e, quindi, attiverà le relative procedure contravvenzionali delle irregolarità riprese dalle apparecchiature elettroniche impegnate al riscontro delle violazioni al Codice stradale. Già oltre un decennio fa Natalicchio impiantò un rilevatore di infrazioni semaforiche su via Molfetta, al limite della cinta urbana, e molti ricorderanno le diatribe che insorsero da parte degli automobilisti contro l’Amministrazione e, soprattutto, le conseguenze giudiziarie che ne derivarono. Ancora oggi si hanno strascichi di sentenze di giudici di gradi superiori al primo, riguardo alle controverse misure di rilevamento delle violazioni, all’epoca applicate. L’esperienzà naufragò, dopo mesi di forti rimostranze dei tanti contravvenzionati che sostenevano l’irregolare posizionamento e funzionamento dell’apparecchiatura; alla fine, ne fu decisa la rimozione.
Ovviamente l’evolversi della tecnologia in questi anni ha portato alla produzione di apparati sempre più complessi e multimediali. Strumentazioni più avanzate, sono dotate di macchine digitali per mezzo delle quali è possibile trasmettere, mediante un sistema senza fili non intercettabile, dati e immagini acquisite a distanza, come ad esempio a una Pattuglia posta più avanti rispetto il punto in cui è stata rilevata l’infrazione, cosi da permettere di procedere alla contestazione immediata dell'infrazione. Ed è questa la modalità di accertamento che si usa nei centri abitati, allorchè la notifica della violazione è indispensabile avvenga contestualmente al determinarsi del rilievo. I moderni Autovelox, comunque, permettono la trasmissione, per via telematica, dei dati acquisiti a un centro computerizzato in grado di procedere celermente alla loro successiva elaborazione. Nella Determina della Polizia locale, del 22 luglio scorso, è specificato che l’azienda cui è stato appaltato il servizio, per sei mesi, la GIB GESTIONE ENTRATE-ATHENA CONSULENZA e SERVIZI- di Termoli, impiegherà due tipi di installazioni al prezzo di €12.816,00 (IVA compresa). Dallo stesso provvedimento si ricava che una postazione fissa, presidiata, della serie Celeritas 1506 con ripresa posteriore degli automezzi sarà sistemata in via Bari nel tratto tra le località Peschiera e Torre San Matteo, da attivarsi 5 volte al mese secondo una precisa calendarizzazione per tutto il periodo dell’appalto. L’altro rilevatore del tipo mobile ENVES EVO MVD 1507, invece, sarà allocato nei pressi dell’ex stabilimento della calce idrata in via Molfetta,ma non è specificato su quale corsia di marcia.

autovelox 2

 

La fornitura delle due apparecchiature di controllo, come anche la gestione dei relativi procedimenti contravvenzionali e, eventualmente, anche giudiziari, nei confronti degli automobilisti che violano le regole del codice stradale e, più specificatamente, il limite della velocità imposta sulla strada, sarà completata con la messa a disposizione del Comando di pannelli di avviso all’utenza del tipo adatto al sistema di rilevamento, fisso o mobile che sia, e la loro installazione lungo la strada.

autovelox 3

 

Dunque, è pur vero che al Comando di Polizia Locale, sotto la cui diretta giuridizione sono entrambe le sezioni di viabilità in questione, non si ha altro da fare se non vigilare che l’esecuzione del servizio appaltato si svolga coerentemente con quanto concordato con apposito atto negoziale, ma non può essere esonerato da responsabilità nel caso che le prestazioni appaltate alla ditta privata non rispettino i dettami di legge e particolarmente il principio della trasparenza.
Infatti, è proprio l’obbligo civile della trasparenza, gravante sulla pubblica Amministrazione, il punto di maggiore garanzia per il corretto esercizio del controllo del traffico a mezzo di apparecchiature elettroniche. Lo chiarisce la famosa Circolare a firma del Ministro degli Interni, Maroni, n. 10307 dell’ 14.08.2009, che dà rilievo alla circostanza che le apparecchiature di rilevamento della velocità debbano essere usate con la “massima trasparenza”. Il che vuol dire che il Comando di Polizia prima di dare il via alle due apparecchiature da parte della azienda GIB –Gestione Entrate- di Termoli dovrà emettere una particolare Ordinanza con cui dà specificazione dei sistemi di controllo che andranno ad essere allocati presso le due località individuate e il programma stesso dei rilevamenti e la calendarizzazione di quello da far funzionare cinque volte al mese per tutto il semestre del contratto. E questo adempimento spetta proprio al Comando di Polizia Locale giacchè il percorso stradale sotto osservazione è completamente in ambito cittadino da quando la proprietà dell’ex statale 16 è transitata con regolare atto di cessione dall’ANAS alla Municipalità. E, ancora, deve essere ben evidente la segnaletica stradale verticale di controllo elettronico della velocità con l’indicazione chiara del limite da rispettare, senza che possano esserci alterazioni di indicazioni o posizionamenti di scarsa visibilità, tali da indurre in errore chi percorre la strada.

Ed è anche importante che la contestazione dell’infrazione sia notificata celermente al trasgressore secondo quanto prescritto dal Codice della Strada. La regola generale della contestazione immediata è posta proprio a presidio del diritto di difesa dei cittadini, e, in tempi sempre più tecnologici, in cui siamo tutti sempre più video sorvegliati, un tale principio non può essere eluso da parte dell’Ente che rileva l’infrazione. Come pure nel verbale di contestazione la consolidata giurisprudenza avverte che deve essere chiaramente indicato il tipo e la taratura dell’apparecchiatura che ha registrato la violazione al limite di velocità, pena la nullità del verbale di accertamento. Su questo punto una chiarificazione è stata appena fornita sempre su questo sito dall’Avv. Michele Ragone con il suo articolo “Errore sulle multe: quali conseguenze?” pubblicato nella Rubrica Legale il giorno 27 luglio scorso.

Ora senza prospettare considerazioni sulle ragioni dell’utilizzo delle apparecchiature per la rilevazione degli eccessi di velocità, se per necessità di fare cassa da parte del Comando di Polizia, o per come l’hanno qualificata misura di prevenzione e tutela della sicurezza, tuttavia, ritengo debba essere questo controllo eseguito correttamente e in rispetto al dettato normativo in essere.
Dunque, si faccia in modo che non si ripeta la deludente sperimentazione di dieci anni fa che tanti inconvenienti ebbe a procurare anche sotto l’aspetto economico.

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