IMAGE FRECCE TRICOLORI: TOM FA RICORSO A UNA ACROBAZIA...

Costi quel che costi, le Frecce Tricolori saranno le protagoniste dell’Airshow, in programma nella giornata del 3 maggio 2020, in occasione della Maratona delle Cattedrali, anche se il bilancio corrente non ha risorse economiche disponibili per... leggi tutto...
IMAGE XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

In questa 29a Domenica del Tempo Ordinario ( Domenica della preghiera insistente, che da frutto nel tempo opportuno), leggi tutto...
IMAGE UN INIZIO TRA LUCI E OMBRE PER IL G.S.

Cade e si rialza immediatamente il G.S. Giovinazzo Calcio a 5 nel girone G del campionato di serie B. Prima un esordio da dimenticare a Torremaggiore con la sconfitta per 7-4 in casa di una neopromossa e poi la vittoria per 6-2 al PalaPansini con il Real... leggi tutto...
IMAGE CRISI DEL MERCATO GIORNALIERO: LA DISMISSIONE DI MOLTI...

All’origine c’era il Mercato Coperto, ricavato, nella seconda decade del ‘900, all’interno dell’ex Chiesa parrocchiale di San Felice, dopo che un grave incendio la distrusse in gran parte. Il Comune ne acquistò la fabbrica... leggi tutto...
IMAGE XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La liturgia di questa 28a domenica del tempo ordinario invita, ogni fedele, "in questo giorno santo" a rendere gloria a Dio per il dono della fede e per la salvezza che il Padre opera per mezzo del Figlio prediletto. leggi tutto...
 

CHIOSCO BAR AL POSTO DI “GIOVINAZZO BEACH VILLAGE”


gabbiottto 5

 

 Arriva l’estate e in tanti si riversano a respirare la brezza marina non senza soddisfare bisogni di salutari riposi, e strett-food particolari sulla nostra riviera; perché è questa la nuova tendenza del mercato balneare: ricerca di svago e di spensieratezza, magari nel week-end o solo per qualche ora serale.

L’anno scorso, di questi tempi, prendeva il via il “Villaggio costiero estivo”, sulla strada per la Trincea oltre Cala Crocifisso, che la locale società NIMA VILLAGE, aggiudicataria dell’intero complesso commerciale, composto da piccoli box-negozi, aveva titolato in modo accattivante “Giovinazzo Beach Village”. Per come concepito dall’ex Assessore ing. Sannicandro e approvato dalla Giunta, a marzo 2015, quel sistema di bussines, ai bordi della spiaggia, sarebbe dovuto divenire un vivace polo d’intrattenimento balneare, con l’esercizio di un variegato commercio al dettaglio e lo svolgimento di spettacoli di vario genere. L’organo di governo cittadino, infatti, puntava a sviluppare, nei quattro mesi estivi e per un periodo di cinque anni, una nuova forma d’attrattiva che potesse incrementare la frequentazione sulla riviera di ponente, particolarmente, nelle ore notturne.

gabbiotto 3

Di quel complesso commerciale, allestito con 20 Chiringuitos l’anno scorso a giugno, e smantellato a fine settembre, non si vede, quest’anno, alcuna traccia, né si riscontrano, ormai con la stagione buona alle porte, lavori d’installazione dei piccoli gabbiotti di legno per le varie attività di vendita. E’ da presumere che quell’esperienza, ritenuta tanto creativa, non abbia prodotto quelle opportunità economiche attese del gestore, per cui ha ritenuto di desistervi dal ripeterla per i restanti altri quattro anni contrattuali e risparmiare il versamento del canone annuo al Comune di oltre € 6.000,00. Salvo che non siano insorti altri intoppi burocratici circa i requisiti tecnici e sanitari ritenuti indispensabili per operare sul sito.

gabbiotto 1


 Al posto del Villaggio commerciale estivo, invece, dall’1 giugno scorso, è stato attivato un chiosco bar di circa 50 mq., installato sul lungomare di ponente prima della zona Macello, nel tratto compreso tra Via Venturieri e Via Sebenico. Anche questa realizzazione si presenta come un punto di ristoro e di beverage, funzionante nei mesi estivi fino a settembre. L’isediamento del manufatto con il relativo titolo all’esercizio di vendita al dettaglio, naturalmente, è stato autorizzato dal Comune, a seguito di un bando di gara risalente a maggio 2018, sotto la forma di assegnazione di un posteggio di pubblico mercato, mediante un atto oneroso di concessione novennale, della rispettiva area demaniale occupata.

Questa volta l’idea di impiantare un chiosco sul lungomare di ponente, come anche su quello di levante, è stata dell’Assessore Stallone, promotore assiduo di attività commerciali, da praticarsi fuori dagli spazi a ciò dedicati e attrezzati. Pure lui, con la solita motivazione di attrarre turismo, mediante l’incremento di punti di somministrazione lungo il litorale, ebbe a indicare alla Giunta del 20 marzo 2018, in assenza dell’allora collega al Turismo, due aree, in zona levante e di ponente, da destinare a fini commerciali. La proposta dell’Assessore conseguì subito l’approvazione dell’Esecutivo e, quindi, la determinazione politica di assegnare le aree stesse, a mezzo di bando pubblico, a esercenti privati per impiantarvi chioschi attrezzati per le attività di ristoro. Il dirigente del 3° Settore, investito direttamente della questione, ha attivato immediatamente le procedure concorsuali per l’aggiudicazione delle concessioni delle due aree e dell’esercizio delle relative attività. Con sua successiva determinazione del 21 gennaio scorso, ha dichiarato le due ditte selezionate assegnatarie delle rispettive concessioni: l’una sul piazzale attiguo al vecchio porto di levante e l’altra sul lungomare di ponente.

gabbiotto 2

 

Sta, di fatto, che solo il posteggio sul lungomare di ponente ha trovato attuazione con la costruzione del chiosco, attivato dall’1 giugno scorso, mentre l’altro sulla parte di levante non ha visto finora la luce.
Questa volta non c’è stata alcuna campagna pubblicitaria di lancio del nuovo esercizio di ristoro sulla passeggiata del lungomare, né la sua apertura è stata accompagnata da comunicati stampa degli amministratori, artefici di quella discutibile decisione. E, difatti, non è mancato l’insorgere di malumori fra i cittadini, appena hanno visto impiantare sul lungomare il chiosco. Senza dire dei diversi giudizi critici sollevatisi a rimarcare che quel manufatto è un orpello per l’immagine del promontorio urbano, proteso verso il mare, che si coglie proprio dal lungomare.
Indubbiamente la scelta politica di impiantare ancora altri gabbiotti dedicati alla somministrazione di alimenti e bevande sul litorale è suscettibile di molte riserve, specie se si considera che per il caso in parola non siano state fatte pertinenti valutazioni in ordine all’incidenza che la dimensione della struttura comporta al decoro della passeggiata lungo il mare e alla stessa visione del patrimonio paesaggistico che dà identità alla città. E, infatti, proprio dall’esegesi normativa tanto del D.Lgs. 59/2010 -art.70, comma 4- (attuazione della Direttiva Europera n.2006/123 UE, cosiddetta Bolkestein), espressamente richiamato dal Bando di Gara del Comune, come anche dell’art. 52 D.Lgs. n.42/2004, a me pare di poter trarre confermata la priorità e la prevalenza delle esigenze di tutela e preservazione del contesto ambientale cui, invece, si è ammesso esercitarvi attività commerciali in gabbiotti o stand prefabbricati.

Peraltro, va pure detto che la stessa procedura seguita per l’espletamento della gara pubblica in attuazione dell’art. 70 del D. Lgs. 26.03.2010, n.59, già sopra richiamato, non è più attuale a seguito della legge 30.12.2018, riguardante la formazione del Bilancio di previsione statale 2019 e triennio 2019-2021. Il comma n.686 dell’art.1 di detta normativa, ha abrogato, appunto, l’art.70 del D.Lgs. n.59/2010 che recava la disciplina specifica del commercio al dettaglio sulle aree pubbliche. All’art.16 del D.Lgs. n.59/2010 è stato aggiunto un nuovo comma n.4bis che dispone la non applicazione al commercio al dettaglio su aree pubbliche delle disposizioni concernenti la selezione tra i candidati potenziali, previste per i settori in cui vi sia un numero limitato di autorizzazioni disponibili.
Al di là, comunque, di quella che è stata la prassi per selezionare i candidati all’assegnazione di quei due nuovi posteggi nel bel mezzo di passeggiate rivierasche, da poco rivalutate con costosi lavori di riqualificazione urbanistica, la domanda è: quella scelta è stata fatta a vantaggio della città o, piuttosto, nell’interesse di qualche operatore del settore?

Non mi pare, infatti, che l’individuazione delle due nuove aree di posteggio, destinate a servizi di ristorazione, alla stregua di analoghe attività esercitate in locali con dehors, sia passata attraverso una valutazione della competente Sovrintendenza, trattandosi d’insediamenti, ancorchè stagionali, di una certa consistenza volumetrica in un ambito di significativo valore artistico e paesaggistico.

E, poi, si dice che ci si tiene tanto alla bellezza!

Commenti

  • Nessun commento trovato