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ANCHE MAGNOLIE PIANTUMATE SU VIALE MARCONI


Magnolie 1

 

Grande rilievo ha voluto dare l’Assessore al Decoro Urbano alla messa a dimora di 41 diverse specie di alberi in ambito cittadino, volendo far risaltare così la particolare sua attenzione per la gestione del verde pubblico. Libero di farlo, non è la prima volta! Lasci, però, che gli si osservi che il vanto da protagonista di tale operazione è fuori luogo, giacché si tratta di un’ordinaria attività di sostituzione, peraltro, solo di un numero limitato di piante, che, purtroppo, non è sopravvisuto alle insidie del contatto stradale. L’intervento, appena concluso, infatti, non ha comportato, in alcun modo, un accrescimento del patrimonio arboreo urbano, tant’è che, sono state tralasciate, ai bordi di molte vie cittadine, tante buche aperte, a suo tempo dimore di alberi, andati perduti per sempre.

magnolie 4

 

Ci si è limitati solo a recuperare, in qualche modo, lo stato arboreo esistente sulla piazza grande e lungo qualche strada del centro, dopo aver asportato le piante disseccate, senza migliorare le funzioni estetiche del sistema paesaggio dei singoli luoghi.
Anzi, proprio sullo slargo di via Marconi, nei pressi della stazione, ove, qualche mese fa, sono stati eseguiti i lavori di radicale rifacimento della pavimentazione con lo sradicamento di tutti gli alberi ivi presenti, alcuni di questi sono stati sostituiti con magnolie grandiflore.
Non v’è dubbio che questa pianta presenta un portamento arboreo di grande effetto decorativo, specie quando si carica di grossi fiori profumati, tant’è che si trova di frequente proprio nei grandi parchi e giardini, principalmente privati. Ma perché si è deciso di piantare sul lembo del marciapiede pochi esemplari di questa pianta e, pure, attorniati da altro tipo di essenza la cui vegetazione è ritenuta utile a fare ombra in quell’area urbanizzata? L’Assessore non ne parla.
E’ certo, tuttavia, che nessun tipo di magnolia sia stata mai piantata per le nostre vie, anche perché, sembra, abbia qualche difficoltà ad adattarsi alle difficoltà della circolazione stradale, diversamente dal leccio che, libero e contenuto, da sempre è stato un arredo importante della flora della nostra città marittima. Ma quello che stupisce è che lungo il viale Marconi, sul tratto da Piazza Sant’Agostino a Piazza Risorgimento, ormai sprovvista della palma phoenix, sono inframmezzate variegate essenze, inclusa ora la magnolia. Senza dire che sono state annientate diverse unità di alberi, mai sostituite, come evidenza, lungo i due marciapiedi, la presenza di molte buche ancora vuote e, come pure, quelle chiuse di recente dall’Amministrazione Depalma con mattonelle, proprio sul fronte opposto dell’area cui sono state messe a dimora le magnolie.

magnolie 3

 

Ne deduco che il tanto esaltato interesse per il verde non si traduce in azioni dal mirabile risultato perché non rilevo alcuna determinazione a mettere ordine e migliorare lo stato arboreo di una ben definita zona urbana. Le ristretezze economiche, che vincolano i bilanci comunali, e l’orientamento politico, poco incline ad accrescere il patrimonio vegetale della città, con la costituzione di parchi e giardini, e con una pianificazione del verde nelle nuove zone di espansione, dovrebbero, piuttosto, indurre a ricercare risoluzioni che annualmente portino a ripristinare e risistemare integralmente l’alberatura di una singola strada o di una piazza. Considerato l’intervento in questione, disposto prevalentemente per il riposizionamento degli alberi sullo spiazzo terminale di viale Marconi, si sarebbe potuto provvedere a completare le alberature lungo tutto quel corso, a cominciare con la sostituzione del leccio in piazza Sant’Agostino (di fronte all’ingresso ex convento agostiniano) per finire con la ricollocazione degli alberi sullo slargo opposto a quello cui si è intervenuti con la nuova pavimentazione.

L’eleganza di un viale, la vegetazione di una piazza, la funzionalità di un giardino pubblico o anche la sola cura di alberi dedicati, sono questi i contorni che consentono di inquadrare le bellezze storiche del centro urbano per un vanto turistico della nostra località.

Un concetto che richiede un’appropriata riflessione da parte dei decisori politici.

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