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« E il Verbo si fece carne » (Gv 1, 14)


Un presepe artistico a significare anche il mistero dell’incarnazione

  

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Su questo versetto del prologo di Giovanni, si è articolato l’intero progetto religioso della Confraternita Maria SS. del Carmine per l’Avvento del 2014. Sul versante della comprensione del mistero della “Incarnazione”, nella chiesa di San Giovanni Battista, si è voluto rappresentare, con l’esposizione in tutta evidenza del Segno della Scrittura, la memoria della consolazione promessa fin dal principio (Is 40,1), la quale, proprio nell’oggi del Natale, trova la sua attuazione con la venuta del Messia. Mentre a livello della tradizionale devozione natalizia, nella chiesa del Carmine di via Cattedrale, è stato allestito un maestoso presepe artistico progettato e curato dal confratello Saverio Amorisco. La tematica teologica, con cui ci dà apertura del proprio Evangelo Giovanni, la si è voluta considerare proprio sull’espressione “Verbo” -la Parola- , perché oltre la Parola che crea e dona la vita, secondo il Libro della Genesi (Gen 1,3), c’è la Parola, che dimora incessantemente presso Dio (Gv1,1):al principio di tutto c’è la Parola come desiderio di relazione, di comunicazione, di comunione; ogni vita è in essere perché riflesso originario di Dio. Ma questo desiderio originario di Dio, che già permea la storia dell’uomo, ad un tratto del tempo, prende corpo nella storia, oggi: “in questi giorni…per mezzo del Figlio”(lettera agli Ebrei di Paolo 1,3). E noi con le nostre piccole cose disponibili, nell’approntare questi spazi scenografici presso le due chiese, abbiamo voluto fare memoria, tanto per il fedele che partecipa alla liturgia del Natale che per lo stesso visitatore comune od occasionale del presepe, del desiderio di Dio. Perché si possa scoprire il senso del mistero dell’Incarnazione, il senso di una Parola che si fa carne, manifestazione ultima ed insuperabile del desiderio originario di relazione di Dio. La Parola adesso parla nel vagito di un Bambino spoglio, nella debolezza di un corpicino, nel nato indifeso. E’ il Verbum abbreviatum, che significa la Parola unificante d’amore, che si condensa, è la significanza reale del desiderio dell’inizio, desiderio di relazione, desiderio di comunicazione, desiderio che ci provoca e ci chiede una risposta, che ci interpella, quest’oggi, per essere da noi considerato e possibilmente accolto. Nel contesto di questo tratto esegetico del messaggio evangelico la festività della nascita di Cristo nella chiesa di San Giovanni Battista viene celebrata nella serata del 24 dicembre con una solenne liturgia alla presenza di tutti gli associati e credenti con i propri figli. Di seguito, perché il mistero dell’incarnazione possa avere una manifestazione esteriore, l’immagine benedicente del Bambin Gesù, preziosa scultura lignea settecentesca, viene traslata in uno snodo di uomini, donne e bambini dalla Chiesa di San Giovanni Battista a quella del Carmine per essere li adorato dal passante per tutta la notte vigiliare. In seguito il simulacro viene esposto al pubblico all’interno di un tronetto dorato presso la chiesa di San Giovanni Battista per tutto il periodo natalizio.

Il presidente                                                                                                                      Il Padre Spirituale

Nicola Coppola                                                                                                                 Don Nicola Gaudio

 

 

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